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American Idol
Hi, I heard your song, “Le Palle Dei Paletti” and I am very impressed with it. We are currently working on a compilation CD titled “Goin Back Home”. It will feature Folk artists from around the world. I believe that your song would be a perfect fit on this project and I would be honored to have you take part.
un posto qualunque
essendo molto creativi stasera, meditando se andare a un concerto, ci si definisce mezzi distrutti e poco vogliosi di scendere prendere la moto, andare a casa, posare la moto, prendere la macchina, posare la macchina, andare al concerto.
Le sigarette cominciano comunque a scarseggiare, e la scrittura non è supportata
non è ancora supportata
non sarà supportata.
I misteri della redbull non convincono idiononna
C’era una volta la RedBull e c’erano una volta le catene di Sant’Antonio… E poi una volta c’era anche l’aria pulita e i giochi che facevano i bambini erano molto più divertenti dei giochi dei bambini di oggi, ma così andiamo fuori tema, meglio tornare sui binari…
Dicevo, c’erano una volta le catene di Sant’Antonio, per chi non lo sapesse al giorno d’oggi queste catene sono quelle simpatiche mail che vi raccontano sempre tragedie e vi intimano di continuare la catena altrimenti verrete sommersi da disgrazie di qualunque tipo…
Bene, una di queste catene di Sant’Antonio parla della famosa RedBull tacciandola come un intruglio MORTALE, una bevanda dalle conseguenze disastrose e soprattutto se mischiata con l’alcool (quanti di voi si sentono in pericolo per aver bevuto un vodka-redbull ieri sera?). Secondo questa catena, insomma, la RedBull dovrebbe essere vietata(e lo sarebbe già stata in alcuni paesi) perchè mortale (non è che fa male, tipo un po’ di mal di pancia, ma può portare alla morte immediata!!!). Ovviamente sarebbe troppo chiedere un link che rimandi a notizie verificate, ci si affida solo al buon senso umano…
A tale proposito vorrei informare i lettori su un’altra bevanda molto pericolosa e che si insinua nella nostra vita fin dalla nascita… Si cari idiononni (o idiozii), parlo dell’ACQUA!!!
Non lo potevate immaginare vero? L’acqua è un miscuglio letale per tutti gli esseri viventi, una volta bevuta non se ne può fare a meno e può portare gli organi degli esseri umani alla deteriorazione totale…. Perchè pensate che muoia la gente? Ovviamente perchè ingerisce dell’acqua…. Se venisse vietata tutti noi saremmo immortali, potremmo vivere all’infinito, ma questo nessuno lo dice… Certo, perchè la società capitalistica ha interesse a farci morire, quindi ci spinge a bere… Perchè pensate che Berlusconi sia ancora vivo? Chiaro, non beve acqua, ormai c’ha più di 70 anni e sta sempre là a dire le stesse cazzate (vabbè, non degeneriamo).
Vorrei far notare a tutti che in alcuni luoghi del mondo l’acqua è stata già vietata, si pensi all’Africa ad esempio… Quelli si che sono posti felici!
Bene, esorto quindi il popolo di idiononna a non far morire questa scovolgente notizia…. DIFFONDETE IL VERBO!
Noi Puffi siam così (marxisti)!
Generazioni di bambini non hanno potuto fare a meno, nelle lunghe ore trascorse in balìa della baby sitter preferita dalla società del consumo, di inciampare e ritrovarsi nel magico mondo incantato dei Puffi.
I Puffi, allegri esserini alti su per giù due mele o poco più, vivono la loro esistenza in un bosco da qualche parte dell’Europa; posto ciò, il nostro obiettivo è quello di analizzare come si svolgeva la loro esistenza. Innanzitutto è necessario constatare che tutti i Puffi si assomigliano: maschi, nani, pelle blu, cappello e calzoni bianchi, e solo qualche accessorio personale che ne definisce il carattere. I Puffi riproducono gli archetipi della gente comune: c’è Puffo Pigrone, Puffo Burlone, Puffo Inventore, Puffo Golosone e via dicendo. L’amena comunità di gnomi è sapientemente guidata dal saggio Grande Puffo: 542 anni, cappello rosso, lunga barba bianca e tutta l’aria di chi da giovane si è fatto un mazzo così per portare avanti la baracca. Bene, sarebbe fin troppo facile accostare la figura del Grande Puffo a quella di Lenin o Marx, e in effetti andando ad esaminare le abitudini e lo stile di vita dei puffi, questa similitudine risulterà addirittura ovvia. Ma andiamo a vedere: nella società dei Puffi non esiste denaro e vige la condivisione dei beni, ognuno è utile alla comunità nel piccolo della sua peculiare abilità, nessun puffo, neanche il più idiota, viene emarginato ed è dunque immediato pensare che nel villaggio dei Puffi si realizzi inevitabilmente l’utopia trasmessa dal motto: Da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni. E’ fondamentale a questo punto notare che nella lingua ufficiale dei puffi esiste un solo verbo, puffare. Il nostro amico blu cappelluto non martella, non cura, non si ingegna, lui puffa: i nani saltellanti non fanno alcuna distinzione tra attività manuali e intellettuali, entrambe hanno la stessa identica importanza, non sono scindibili, l’una dipende dall’altra. D’altra parte Puffetta svolge il lavoro più sacro, quello che non può avere mai nessun prezzo, la missione di prendersi cura di tutti i compagni Puffi, affamati o ingrifati che siano, e non a caso è l’unica femmina. In quest’ottica si può tranquillamente accostare la figura di Quattrocchi a quella di Trotsky, ma non abbiamo ancora trattato la questione Gargamella.
Gargamella, nella sua immensa malvagità, ha un solo scopo nella vita: quello di catturare i Puffi per trasformarli in oro. C’è bisogno di spiegare ancora? Va bene…Il brutto stregone incarna lo spirito del capitalismo (ma va!), il suo destino è quello di inficiare il meccanismo perfetto del Socialpuffismo per ricavare dal lavoro dei puffi quel maledetto plusvalore, unica fonte del profitto, la cui realizzazione ed accumulazione costituiscono il fine essenziale del capitale.
Idiononna, come la piu cagacazzi dei parenti, non si ferma mai alla prima impressione!
“I dubbi indotti dalla società occidentale ad Idiononna”
spesso noi poveri esserini distratti dal frenetico ritmo impostoci dal moderno stile di vita che hanno deciso di imporci, facciamo molte cose considerandole come ovvie e senza guardare un po’ più in là del nostro naso, dietro alle bustine di maionese, per esempio. Ebbene si miei cari lettori, quante volte siete entrati in un qualsiasi locale d’infimo livello col solo fine di strafogare porcherie imbottite con salse a dir poco untuose? Bene, e quante volte, invece avete pensato a guardare dietro le bustine di ketchup e maionese per controllare la differenza delle quantità? E’ proprio di questo che vogliamo parlarvi, giovani fruitori di discopub alla moda: perché c’è differenza tra le quantità di ketchup e quelle di maionese? Quali inspiegabili manovre di marketing, quali insulsi giochi di potere da parte delle lobby dell’alimentazione hanno portato a considerare in maniera diversa i limoni e i pomodori? Idiononna, dopo innumerevoli notti insonni è arrivata ad una soluzione, ma vuole l’opinione dell’attento popolo della notte, quello che studia i particolari e non perde tempo a provarci con le cameriere definendosi una cima.

Un gruppo di idiononni